22 - 23 luglio 2006
Emissione N° 605


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"IL VANGELO IN CASA"
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Il Vangelo in casa

Prosegue in questa XVI domenica del tempo ordinario la lettura della lettera di s.Paolo agli Efesini.
Un tema caro all’apostolo è il rapporto fra pagani ed ebrei, in particolare in relazione alla questione della Legge, cioè quale sia il rapporto fra opera e sacrificio di Gesù Cristo e l’antico patto fatto con il popolo di Israele da Dio, attraverso le tavole con i dieci comandamenti.
San Paolo non dice che la legge è abolita, ma che aveva una funzione, paradossale, cioè quella di rendere consapevoli gli israeliti del loro peccato. Infatti chiunque tenti di applicare la legge interamente, si trattava di 613 precetti, si rende conto immediatamente che non è in grado. Ma Gesù nella sua umanità, accettando il patibolo, la croce, nel suo stesso sangue ha manifestato la fedeltà totale alla legge nella sua essenza, estendendone il valore di salvezza non solo al popolo ebraico ma a tutti coloro che in lui riconosceranno il salvatore.
Questo brano tuttavia può essere letto a più livelli, perché non si tratta solo di rapporto fra il popolo di Israele e gli stranieri convertiti, ma di una pace che si doveva fare all’interno di ogni uomo. Nella sua ribellione, infatti, Adamo ha sottomesso la creatura al dominio di Satana, i desideri della carne si muovono da allora in direzione opposta a quelli dello spirito, la logica di appartenenza a Dio trova nella materia nella umanità un ostacolo e una opposizione costante. Bene, anche qui, anzi, soprattutto in questo ambito Gesù ha fatto la pace, sottomettendo di nuovo la carne, la materia, all’obbedienza alla volontà di Dio, fino alla morte.
Se pure in maniera imperfetta possiamo sperimentarlo durante la nostra vita terrena, perché feriti dal peccato di origine, così che non ci è stata tolta la fragilità conseguente, questa inimicizia è stata abbattuta, in modo che anche noi possiamo partecipare della stessa sorte di Gesù, la resurrezione.
S. Paolo insiste su un elemento, la lontananza, che ha preceduto la nostra liberazione. Contrariamente alla logica umana, Gesù, infatti, si è sacrificato per noi prima che lo accogliessimo, prima che ci convertissimo, quando eravamo ancora completamente immersi nella logica di questo mondo, sia che fossimo pagani, sia che tentassimo volontaristicamente di applicare una legge insostenibile senza la grazia di Dio.